Slealtà e Reazione

Dal Ku Klux Klun alle ONLUS

Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017

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Non sono d’accordo con te ma morirei perché tu possa esprimere la tua opinione.

Questo adagio tanto comune fra l’opinione pubblica (ed erroneamente addebitato a Voltaire) ha fatto sì che negli anni fiorissero senza alcuna difesa gruppi che possono permettersi ogni sorta di atrocità.

Lealtà e Azione, che sale saltuariamente alle cronache per lo sdegno ipocrita di amministratori comunali e feccia simile, è una di queste: bianca fuori, ma più nera di una foiba (ambiente naturale dei suoi militanti) dentro.

HAMMERSKINS

La nascita della tragedia

Alla fine degli anni 80 il Ku Klux Klan, organizzazione terroristica americana dedita a propagandare il suprematismo razziale e a compiere aggressioni e omicidi contro le persone di colore, decide di rinnovarsi: negli anni del dopo-punk dei WASP incappucciati non hanno più presa sui giovani, e vengono ormai scavalcati a destra da una generazione di yuppies e brokers che senza il loro folklore attua la segregazione razziale in salsa capitalista.

Prendendo spunto dai camerati europei decidono di infiltrarsi nel movimento skinhead- movimento che vale la pena precisare nasce negli anni 60 fra i giovani inglesi amanti della musica nera ska e bluebeat- creando una nuova organizzazione che promuova concerti di white power rock.

È il 1988 quando si formano ufficialmente gli Hammerkins, organizzazione di promozione culturale neonazista composta da boneheads particolarmente violenti.

Ben presto gli hammers, riconoscibili per i due martelli incrociati di pinkfloydiana memoria tattuati sul corpo o cuciti sul bomber, si espandono anche in Europa diventando l’elite dei boneheads, degli skinheads nazisti: i più violenti e i più radicali nelle loro idee.

Nel 1992 a Milano due ragazzi, uscendo dal centro sociale Leoncavallo, vengono aggrediti da un hammer armato di martello: Norberto Scordo, futuro leader degli hammerskin milanesi oltreché futuro cantante di un noto gruppo di “rock identitario”, i Malnatt (da non confondersi con la band black metal di brave persone di Bologna).

Nascita di Lealtà e Azione

Giovani di brutte speranze

Negli anni 2000 la presenza degli hammerskin in lombardia si infoltisce e, a Milano, è una sequela di aggressioni sempre più violente. Qui una cronologia non esaustiva.

  • 2 Febbraio 2001: I tre giovani hammerskin Stefano Del Miglio, Giacomo Pedrazzoli e Vito Schirone offendono una studentessa di colore della scuola Monteverdi Colorni, apostrofandola come «sporca negra»
  • 16 maggio 2001: Del Miglio, Schirone e Pedrazzoli, inseguono, brandendo coltelli e bastoni, due frequentatori del centro sociale Il Cantiere.
  • 11 aprile 2004: 4 compagni e una compagna vengono aggrediti da una dozzina di bonehead davanti ad un locale sui Navigli, il Mayflower Pub, a due passi dal centro sociale Orso e dal Cox18. I fascisti avanzano ma i/le compagn*, anche se in evidente inferiorità numerica, li affrontano. Quando i fascisti si avvicinano estraggono, tutti, i coltelli. A quel punto i compagni tentano la fuga ma uno viene preso, picchiato e accoltellato nell’interno coscia, ad un centimetro dall’arteria femorale.
  • 7 agosto 2004: un folto gruppo di teste rasate, 20-25 almeno, con magliette nere inneggianti al White Power, armato di coltelli, taglierini, spranghe di ferro e cinture borchiate, si materializza all’improvviso tra via Ascanio Sforza e via Conchetta, a poche decine di metri dal centro sociale Cox18, ferendo gravemente un ragazzo di 31 anni e altri cinque all’addome, alle braccia e alla schiena. I nazisti identificati saranno i soliti Del Miglio, Schirone e Pedrazzoli (condannati a 4 anni e 8 mesi per lesioni e tentato omicidio) e altri ragazzi e ragazze del circuito hammerskins. Il 27 settembre 2007 la Corte d’Appello riduce per tutti le pene derubricando il reato di tentato omicidio.
  • 15 agosto 2004: vengono tratti in arresto Vito Schirone, Andrea Mura e Del Miglio verso le 5.30 del mattino dagli agenti di una volante, mentre tentano di forzare il portone di ingresso del centro sociale Vittoria, in via Muratori, con un piede di porco, un grosso tronchese e una torcia.
  • 19 luglio 2008: Un gruppo di punx anarchici/anarchiche, stanchi/e delle continue provocazioni squadriste effettuate dai nazisti in zona ticinese, reagiscono contro un paio di hammer, che si danno subito alla fuga.
    Pochi minuti dopo i nazi tornano con un folto gruppo di camerati e parte uno scontro fatto di cinghiate e lanci di bottiglie.
    Un giovane anarchico verrà ricoverato in ospedale per ferite con armi da taglio, 9 persone fra punx e boneheads verranno arrestate.
    Fra i nazi arrestati c’è il sempiterno Norberto Scordo.

Intanto, in questi anni, i nazi hanno creato delle vere e proprie basi dove propagandare la loro merda e divertirsi fra concerti RAC e serate hawaiane (sic!).

Il luogo di riferimento più importante in Lombardia è la Skinhouse, in via Alfieri a Bollate (MI), fondata nel 2008 dalla sedicente “associazione sociale” Milano 38 (Lealtà e Azione come sigla non era era ancora formata) cui fa capo Stefano Del Miglio, e diventa ben presto un ritrovo per tutti i Boneheads del Nord Italia.

Intanto a Milano nel 2007 Alessandro Todisco, ex leader degli Hammer italiani e protagonista insieme a Scordo dell’aggressione del 92 ai militanti del Leoncavallo, tenta di porre le basi per il suo sogno: Cuore Nero, un luogo dove tutte le sigle dell’estrema destra si incontrino e si confrontino.

La prima sede, in viale Certosa a Milano, viene bruciata nel 2007, ancor prima dell’apertura ufficiale e la seconda, in via Pareto, non gode di grande fortuna a causa dell’avvicinamento di Todisco a CasaPound che gli aliena molte amicizie.

Il primo decennio del 2000 si chiude con la galassia dell’estrema destra estremamente frazionata e non è un caso che parlando degli Hammer ci siamo riferiti solo alla zona del milanese, perché tutta l’Italia fascista è divisa fra gruppuscoli che mantengono l’egemonia su varie zone (Veneto Fronte Skinhead in Veneto, Casapound in Lazio, la gente vicino alla band Legittima Offesa a Bologna, Forza Nuova un po’ dappertutto).

Dopo il 2010 qualcosa cambia: prendendo spunto dall’esperienza di CasaPound che, pur non lesinando aggressioni e violenze, si pone come associazione sociale e culturale, tanti camerati decidono di fare lo stesso.

Gli hammerskin creano quindi l’associazione Lealtà e Azione, che viene così presentata nel sito ufficiale:

“Lealtà Azione è una libera associazione di promozione culturale e sociale che vuole costituire una comunità etica, al tempo stesso politica, spirituale ed intellettuale, unendo uomini e donne in una comunione di intenti, d’ideali e d’azione, che agiscono volontariamente nella società con spirito Militante, ovvero con fede, senso del sacrificio, disciplina e senza ricercare utili materiali o profitti personali, perché animati da una concezione etica della vita che si riassume nel rispetto dei Valori tradizionali, nel senso dell’onore e nel rifiuto del compromesso sistematico”.

L’obiettivo di base è palese: propagandare la loro dottrina e cercare nuovi affiliati tramite vari progetti culturali.

Una prima sede viene inaugurata in viale Brianza 20, Milano, nel 2010, e l’anno successivo nasce la sede di Monza, in via Dante 5.

Urge però aprire una parentesi per capire come un gruppo, peraltro non molto nutrito, riesca ad avere i fondi necessari per aprire due posti (mantenendo la Skinhouse) quasi in centro di due importanti città.

Hammer e mafia

Money changes everything

La prima sede, denominata “Avamposto” apre nel 2010 a Milano in viale Brianza in uno stabile di proprietà Aler, assegnata con un contratto d’affitto di favore, senza bando pubblico, a Norberto Scordo.

L’inaugurazione si tiene il 4 novembre con un omaggio al criminale nazista Leon Degrelle.

A favorire Lealtà azione ci pensa Marco Osnato, genero di Romano La Russa, candidato a Milano per il Pdl nel 2011, ovviamente sostenuto da Lealtà azione, direttore gestionale dell’Aler. Per la cronaca Marco Osnato verrà poi condannato per turbativa d’asta negli appalti Aler.

Si trasferiscono poi in due sedi distaccate: uno è l’Avamposto in via General Govone, l’altro è il vecchio “Cuore Nero” in via Pareto.

Quest’ultimo stabile è di proprietà della Milasl srl del calabrese Michelangelo Tibaldi che la controlla attraverso la Brick. Un risiko societario riassunto in una nota della Banca d’Italia del 2013 per alcune operazioni sospette. Il documento è messo agli atti dell’indagine calabrese sull’ex tesoriere della Lega nord Francesco Belsito. Il nome di Tibaldi, pur non iscritto nel registro degli indagati, compare in un’indagine della Procura di Reggio Calabria. Si tratta del primo tempo sulle infiltrazioni mafiose nella municipalizzata Multiservizi. Tra i soci privati compare la stessa Brick di Tibaldi. L’organigramma è riassunto nel report della commissione d’accesso che porterà allo scioglimento del comune di Reggio. Secondo i commissari “Tibaldi favoriva il mafioso Santo Crucitti attraverso l’intermediazione di Dominique Suraci“. L’affermazione si fonda sugli atti dell’inchiesta Sistema che nel 2007 fotografa l’ingresso della ‘ndrangheta nella Multiservizi. Obiettivo dei boss: ottenere una convenzione tra la municipalizzata e la Finreggio, società riconducibile allo stesso Crucitti. Il piano si compie grazie alla mediazione dell’ex consigliere comunale Suraci che “sfrutta l’appoggio di Michelangelo Tibaldi socio privato della società mista”. A suo tempo peraltro la società era guidata da Lino Guaglianone che nel 2007 ha ceduto le quote a Tibaldi, anche se ne è rimasto amministratore unico fino al marzo 2010. A Guaglianone, ex tesoriere del gruppo fascista eversivo NAR, succede Giorgio Laurendi, funzionario dell’Agenzia delle entrate licenziato per corruzione e alla guida del circolo di Alleanza Nazionale “Protagonismo sociale”.

Insomma malgrado non ci siano le prove provato di una vera e propria complicità fra Hammer e mafia, bisogna dire che questi “rivoluzionari” fra faccendieri e speculatori più o meno legati alle cosche si circondano proprio di belle persone!

Tanto per gradire, qualche altra aggressione

  • 3 dicembre 2012: due Hammer accoltellano al torace un compagno legato alla SHARP di Milano. Lealtà e azione se ne dissocia e dice che quei due ragazzi “non avevano niente a che fare con l’associazione”. Viene appurato però che sono assidui frequentatori della Skinhouse e dell’avamposto in viale Brianza che viene attaccato durante il corteo di solidarietà al compagno ferito.
  • 22 febbraio 2016: una squadraccia entra nella Statale di Milano per punire i compagni e le compagne ree di aver contestato un gruppo di camerati del gruppo Alpha, emanazione di L&A nelle università.
    Non trovando gli/le antifascist*, se la prendono con un ragazzo con i dreadlock.

Le ramificazioni di L&A

Fanno i nazisti con voci diverse

Lealtà e azione decide di muoversi su più livelli, da una parte mantendo la loro immagine di picchiatori fascisti, dall’altra, con la connivenza di locali e istituzioni, di darsi una serie di immagini più “rispettabili” e soprattutto inclusive, tramite associazioni e ONLUS direttamente collegate a loro.

Qui di seguito la lista completa:

BRAN.CO ONLUS :”Associazione solidarista di promozione sociale senza fini di lucro, che opera per l’aiuto e il sostegno, morale o materiale di quanti ne condividono gli ideali, i valori, i principi etici e lo stile di vita.”

Questa ONLUS, famosa per le raccolte di fondi nei mercati rionali, distribuisce cibo e viveri di prima necessità per persone in difficoltà rigorosamente “italiane” (progetto “CooXazione“).

Sotto questo specchietto per le allodole si muove però una neanche troppo sottile propaganda anti-abortista e omofoba, con la promozione di convegni atti a contrastare la fantomatica “ideologia gender”;

 

MEMENTO: stando alle parole del sito di L&A, sarebbe una “Associazione di volontariato impegnata nella tutela, promozione, valorizzazione e salvaguardia del patrimonio monumentale, storico e ideale rappresentato dai Sacrari, dai cimiteri militari, dai monumenti e dai musei che raccolgono i corpi, i cimeli, i ricordi e i simboli di quanti si combatterono per l’Onore dell’Italia”.

Curano quindi le tombe del Campo Dieci al Cimitero Maggiore di Milano (dove il 25 aprile di quest’anno si sono radunati in 350 facendo il saluto romano) e del Campo 62 del cimitero di Monza, che disseminano di gagliardetti tricolori, perché “Memento non dimentica il sacrificio degli Eroi”.

Gli “eroi” sono i gerarchi fascisti e i repubblichini di Salò;

 

GRUPPO ALPHA: il fronte universitario di L&A.

Promuovono convegni che vanno da Dante Alighieri al nazional-bolscevico Alexandr Dugin (strizzando così l’occhio ai più trendy fratelli rossobruni) fino all’onnipresente Julius Evola, così da pescare in quella zona grigia dove universitari apolitici si avvicinano alle tematiche della Tradizione;

 

LUPI DELLE VETTE: le immancabili passeggiate in montagna, l'”in su la vetta!” di evoliana memoria per allontanarsi dalla metropoli consumistica e fortificare la volontà.

Ci piacerebbe sapere, al di là di queste escursioni, quale critica sia mai stata prodotta da dei fascisti- al di là del “ritorno al bosco” (comodo, una volta al mese, la domenica possibilmente..) -al modello di sviluppo industriale capitalista e alla conseguente iper-urbanizzazione dei territori;

 

I LUPI DANNO LA ZAMPA: una delle associazioni più ingannevoli di tutte.

Dicono che il loro impegno principale sia “di ripartire dagli antichi vincoli tradizionali di conoscenza e rispetto della natura, per poter combattere quella ‘nevrosi di massa’ che induce l’uomo moderno, prigioniero del delirio materialista e progressista, a devastare l’ambiente e ad auto-distruggersi.”

Nei fatti promuovono delle iniziative a prima vista carine come corsi nelle scuole per l’infanzia per far approcciare correttamente bambini e bambine con i cani, oppure raccogliere materiale quale antiparassitari, cibo e coperte per cani e gatti in canili e comunità.

Non può sfuggire però all’osservatore attento il secondo piano ideologico, quello del “blut und boden“, sangue e suolo, per cui la difesa della natura si accompagna alla volontà di preservare la razza ariana.

A dispetto di questo, come sopra, ci chiediamo come si possa coniugare la difesa del territorio e di tutti gli esseri viventi (che siano di etnia caucasica, cisgender e anticomunisti, ca va sans dire) senza portare una reale critica ai modelli di produzione presenti;

UNA VOCE NEL SILENZIO: si occupa dei cristiani perseguitati nel mondo, raccogliendo beni di prima necessità solo e unicamente per loro.

Ad esempio fu molto famoso il banchetto che istituirono a Camposanto, in provincia di Modena, davanti alla Chiesa e con il benestare del parroco.

Queste attività di beneficienza, che non possono essere condannate in quanto tali, sono in realtà in linea con lo spirito segregazionista di L&A: aiutare solo gli esponenti di una e una sola fede perpetra quella terribile menzogna che in medio-oriente e in Africa i continui eccidi siano causati solo su base religiosa, creando quella distanza fra “noi” e “loro”, quando all’interno coesistono contraddizioni ben più complesse in cui entrano a gamba tesa gli interessi che il capitale ha su quei territori.

Ma il capitale, si sa, i fascisti non lo vogliono contrastare realmente;

WOLF OF THE RING: associazione che si occupa di combattimento, tramite allenamenti  prevalentemente di Thai Boxe, corsi di autodifesa e incontri.

Sacrificio, rispetto e dedizione sono le parole d’ordine del gruppo ed è abbastanza normale in contesti del genere un’attitudine simile, se non fosse che oltre a qualche sprovveduto pronto a farsi fare il lavaggio del cervello l’associazione sia frequentata da gente che ha sulle spalle molteplici aggressioni e tentati omicidi.

Interessante notare come i loro eventi siano patrocinati da ACSI, LEONE e altri brand istituzionalizzati o perlomeno famosi così da dare una legittimità ulteriore e de-politicizzare tutto il discorso;

Infine citiamo brevemente UN CALCIO ALLA PEDOFILIA/LA CARAMELLA BUONA, che promuove incontri di calcetto i cui fondi vanno ai minori vittime di violenza sessuale e ADES, che dedica tavoli alle vittime delle foibe e agli esuli istriani.

Possiamo notare come Lealtà e Azione agisca su due livelli: uno assolutamente prepolitico, con associazioni che possono destare un interesse in chiunque, a prescindere dal credo politico, e portarlo a guardare con simpatia alle loro attività; un altro invece porta avanti un discorso di propaganda esplicitamente nazista, solo che celata.

Da un certo punto di vista sono riusciti a emulare i vecchi nazional-socialisti, che sono arrivati al potere costruendo in dieci anni una cultura di stampo identitario e non (sempre) esplicitamente razzista, molto meglio dei loro camerati: perchè sembrare degli stupidi Boneheads come il Veneto Fronte Skinheads o dei politicanti come Casapound o Forza Nuova quando ci si può radicare sul territorio spacciandosi per volenterosi attivisti?

La cosa buffa è che loro fanno la stessa cosa che imputano alle ONG, nascondere dei fini prettamente politici sotto una coltre di solidarismo ma, come sappiamo, la coerenza non è mai stata materia per fascisti.

Lealtà e azione entra in politica

Essi vivono

Alle elezioni amministrative di Milano del giugno 2016 il candidato della Lega Nord di zona 8 è un giovane simpaticone di 24 anni.
Camerati, tutti pronti per il grande passo, conquistare il Reichstag!

Si chiama Stefano Pavesi, ed è un militante di Lealtà e Azione.

Le polemiche non tardano ad arrivare e addirittura il candidato sindaco del centro-destra, Parisi, si dissocia ipocritamente dalla scelta della Lega, partito che lo sostiene.

A riprova di quanto la politica istituzionale non riesca ad annusare le volontà storiche del popolo (e, se lo facesse, avrebbe sentito un chiaro tanfo di fascismo), Parisi perde, ma Pavesi stravince diventando il consigliere di zona 8.

In un anno il ragazzo diventa memorabile grazie ad alcune sue esternazioni, tipo quella sulla strage delle Fosse Ardeatine come “naturale conseguenza del vile attentato partigiano” (azione del 22 marzo 1944 dei GAP contro un commando di tedeschi NdA) che si commenta da sola, e al partecipare con indomito coraggio alle proteste contro la decisione del comune di stipare alcun* migranti nella caserma Montello.

Milano ha sempre avuto fascisti nella sua amministrazione, basta ricordare De Corato, ma ora ha un nazista che a quanto pare reputa più importante la vita di 33 militari nazisti che quella di 335 italiani, fra cui anche civili.

Un anno dopo si tengono le elezioni amministrative a Monza, dove vince il candidato del Centro-Destra Dario Allevi.

Già fan della pagina Facebook di L&A, il neo-sindaco nomina come assessore dello sport il “lealista” dichiarato Andrea Arbizzoni.

Soprannominato “il senatore” della curva ultrà del Monza, un tempo capogruppo di An in consiglio e già assessore allo Sport nella giunta del sindaco leghista Marco Marian, come il suo camerata Pavesi si affretta a dichiarare “Non sono nazista, sono un patriota” (sic).

Intanto Stefano Del Miglio esulta: “Possiamo l’impossibile, quando LA scende in campo lascia il segno“.

Intanto a fine giugno 2017 nel Milanese il gruppo di fasci celebra la “Festa del sole“, con sport, comizi e musica.

A presentare la richiesta per il raduno estivo -mascherata da addio al celibato- ai vari Comuni (che gran parte gliela rifiuteranno) c’è Simone Simonetti, già arrestato insieme a Norberto Scordo e Davide Cancelli per lo scontro con i punx al Ticinese.

Il cerchio si chiude, come dicevano i Sex Pistols “Nessuno è innocente“: in una Lombardia sempre più xenofoba i neonazisti non sono più uno sparuto gruppo di tagliagole Boneheads, ma una vera propria realtà sociale e istituzionale.

Un pericolo incredibile per chiunque si batta contro razzismo, sessismo e omofobia.

 

Lealtà e Azione oltre la Lombardia

La metastasi si espande

  • FIRENZE: Tutto comincia nel 2008, con la fondazione dell’associazione “La Fenice”, vicina a Forza Nuova. Dopo la fallita apertura di una libreria e quella di una sede elettorale in via della Scala, da cui nel 2009 partiranno due aggressioni ai danni di alcuni ragazzi antifascisti, la relazione fra i camerati fiorentini e quelli milanesi si farà sempre più stretta, tanto che il già citato Giacomo Pedrazzoli festeggierà l’uscita dal carcere proprio a “La Fenice”.
    Questa alleanza partorirà un susseguirsi di iniziative parallele a quelle lombarde, con qualche variazione sul tema (“In Kart contro la pedofilia” anzichè “Un calcio alla pedofilia“), molte delle quali patrocinate dal Comune di Firenze.
    Per ulteriori dettagli invitiamo a consultare l’ottimo dossier su Lealtà Azione a Firenze redatto da Firenze Antifascista.

 

“Lealtà e Azione è attivo nel bolognese con un ristretto numero di militanti su cui si appoggia per lavorare nella Bassa, per fare “volontariato” in zona Murri con le solite “raccolte di alimenti per famiglie italiane» promossa dall’associazione CooXazione, e ha una forte attrattiva fra i tifosi della Fortitudo agendo nel gruppo degli Unici. Un membro dei Legittima offesa è infatti attivo nella tifoseria della Fortitudo e ha messo su un programma radio (con streaming) a Radio Punto assieme a gente di Lealtà e Azione.”

Effettivamente Bologna si sta riempiendo sempre di più di croci celtiche sui muri, e si è scoperto spesso (ma sempre troppo tardi) dei banchetti di raccolta fondi per l’acquisto di generi alimentari di Cooxazione.

Per consultare i movimenti di L&A e altri gruppi di estrema destra in Emilia Romagna consigliamo il dossier di Emilia Antifascista.

 

  • GENOVA: Un pugno di anni fa Giacomo Traverso, fuoriuscito da Forza Nuova e frequentatore della curva nord dell’inter, fonda l’associazione “La Superba”, i cui militanti autodefinitisi sovranisti non lesinano sull’immaginario boneheads fratto di 88 e croci celtiche, alternandolo a presunte iniziative culturali e solidali.
    Ben presto “La Superba” si federa a “Lealtà e Azione”, partecipando alla già citata “Festa del Sole” e sostenendo a Genova le ONLUS-feticcio “Bran.Co” e “Memento”.
    È notizia recente che a ottobre 2017 verrà inaugurata una sede, di proprietà della Fondazione Assarotti dei Padri Scolopi (preti e fascisti, un amore che non muore mai) in via Serra 1H.
    Per informazioni più esaustive consigliamo il dossier redatto da Genova Antifascista.

 

  • PALERMO: nel 2014 nasce a Palermo l’associazione culturale identitaria “Azione Talos”.
    Sotto questo nome, abbastanza appropriato stavolta (Talos nella mitologia greca era un automa costruito per proteggere l’isola di Creta dai nemici. Un burattino costruito da una società severamente divisa per classi, quindi), si cela l’ennesimo gruppo di matrice neofascista.
    Oltre all’appendere striscioni contro lo Ius Soli e promuovere iniziative insieme a “Noi con Salvini” contro la zona a traffico limitato, segnaliamo che sono associati al progetto cooXazione di “Bran.co onlus” con la raccolta alimentare per italiani in difficoltà
    Azione Talos nella sua sede ha anche un negozio di libri e CD “non conformi”  iperbole per dire “neofascisti” – chiamato “AVAMPOSTO CASTRVM”

Lealtà Azione e Casapound

Today your love tomorrow the world

Il 29 aprile 2017, alla consueta commemorazione per i caduti della RSI al Cimitero Maggiore di Milano, si presentano almeno un migliaio di militanti, molti di più rispetto agli anni passati.

Non è Lealtà Azione che ha ingrossato le sue file, ma è l’inizio ufficiale di un asse fra l’organizzazione neonazista e i “fascisti del terzo millennio” di Casapound.

Questa relazione convolerà simbolicamente a nozze qualche mese dopo, con l’annuncio della pubblicazione in formato cartaceo della testata sovranista “Il Primato Nazionale”, da anni voce ufficiale di Casapound.

Riportiamo qui le considerazioni in merito a questo dell’“Osservatorio democratico sulle nuove destre”:

All’appuntamento delle elezioni politiche Casa Pound e Lealtà azione si stanno preparando investendo risorse e attivando la propria galassia di gruppi e associazioni collaterali, uno dei tratti caratterizzanti in assoluto le modalità aggregative del neofascismo di questi anni. (…) E mentre Casa Pound apre attività commerciali nel circuito della ristorazione (le Osterie da Angelino, tra Milano, Roma e non solo, addirittura anche all’estero), e si è impegnata nel campo della moda (sponsorizzando il marchio Pivert), Lealtà azione, attraverso alcune sue figure, è a sua volta presente nella ristorazione (in particolare in Brianza), ha aperto negozi (di abbigliamento a Milano), e ha recentemente acquisito un Bar dalle parti di Niguarda. Soldi e investimenti con l’intento di affermarsi sul piano nazionale. A questo scopo Lealtà azione ha dato vita a una sorta di “federazione”, gemellandosi con diverse altre realtà presenti sul territorio italiano, ricordiamo tra le altre, quelle torinesi (Legio subalpina), genovesi (La Superba), vicentine (Rudis), friulane (Comunità militante Helm), romane (Foro 753), pugliesi (Progetto Enclave) e calabresi (Identità tradizionale).

 

“TEAR THE FASCIST DOWN”

Diviene necessario prendere atto del grado di maturazione raggiunto da gruppi dello scenario neofascista prima sempre parsi poco presentabili. Se fino a 10 anni fa il cuore di Lealtà e Azione pulsava in una cloaca sottoculturale di bonehead picchiatori da stadio, adesso l’intelligenza tattica di questo gruppo gli ha sicuramente permesso di fare un salto di qualità nella proposta di intervento sul territorio.
Non ci si può più permettere di commettere l’errore di accademici e intellettuali di sinistra di considerare i fascisti come degli stolti che fanno presa giusto su altri stolti.
Lealtà e Azione (ma non solo) negli ultimi anni ha saputo adattare e diversificare la propria azione politica, riuscendo a penetrare e a trovare agibilità in ambiti della “società civile” in cui non era prima mai riuscita a far presa, ambiti talvolta in precedenza direttamente di competenza della “sinistra”.
Sottovalutare un nemico che ha dimostrato intelligenza pragmatica e strategica non solo è grave, ma può dimostrarsi fatale rispetto alla nostra possibilità di agire fisicamente nelle strade e nei quartieri.

 

Indirizzario non esaustivo delle sedi di L.A. e dei loro collaborazionisti

  • Avamposto: via Giuseppe Govone 35, Milano
  • Sede L.A.: via Vilfredo Pareto 16, Milano
  • Valinor: via Dante 3, Monza
  • VALLVM: via Milite Ignoto 8, Lodi
  • Astrea: via Damiano Chiesa 19, Abbiategrasso
  • Il Rifugio: via Mario Pagano 12, Firenze
  • La Superba: via Serra 1H, Genova
  • Terra dei Padri: via Nicolò Biondo 297, Modena
  • AZIONE TALOS/AVAMPOSTO CASTRVM: via Vincenzo Li Muli 110, Palermo.

– Scarica il PDF [formato A5] per la stampa qui –

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